
Numero
inventario antico 2910
Numero inventario attuale 102
STRUMENTO: MODELLO DI MACCHINA A VAPORE
Epoca: Inizio ‘900
Costruttore: /
Materiali: Ottone, legno, ferro, vetro, ghisa, rame
Dimensioni: 293 x 263 x 275 mm
Stato di conservazione: Buono
Notizie: Dal registro d’inventario più antico, rinvenuto nel liceo, risulta che lo strumento è stato inserito in inventario il 10/3/1924 per £ 1200, con il numero 2910. Sulla base, però, compare un'etichetta con il numero "102" che probabilmente si riferisce ad un inventario precedente andato perduto.
Descrizione:
È costituito da una caldaia cilindrica in ferro (Ø 85 mm, lunghezza
185 mm ) che poggia su una camera di combustione, a forma di parallelepipedo,
aperta anteriormente e provvista di un comignolo per la fuoriuscita dei fumi
di combustione. La caldaia è munita di un indicatore, in vetro, del livello
dell’acqua, di un foro, chiuso da una vite, per l’ingresso dell’acqua
e di una valvola di sicurezza in ottone. Dalla sommità della caldaia
il vapore, attraverso un tubo provvisto di rubinetto, raggiunge un cassetto
di distribuzione in ghisa che a sua volta è collegato ad un cilindro
(altezza 50 mm) in ghisa, munito di pistone. Il cassetto di distribuzione mette
in comunicazione alternativamente e periodicamente il cilindro con la caldaia
e con l’ambiente esterno; l’asta del pistone, per mezzo di un giunto
snodato, è unita ad un’altra asta detta biella che, a mezzo di
un altro giunto snodato, è fissata al volano. Dal cilindro si diparte
un tubo incurvato verso l’alto che porta al suo inizio una derivazione
per lo scarico della condensa. All'asse del volano è inserita posteriormente
una carrucola di Ø 48 mm) per la trasformazione di energia meccanica
in altre forme di energia.
Uso: La macchina serve per trasformare l’energia termica prodotta
dalla combustione in energia meccanica. La prima macchina a vapore fu ideata
da Thomas Savery (1650-1715) per estrarre l'acqua dai pozzi delle miniere; il
modello fu perfezionato da Thomas Newcomen (1663-1729) e successivamente nel
1765 da James Watt. Per fare funzionare il modello si riscalda l’acqua
della caldaia con un becco di Bunsen. Quando il vapore raggiunge una pressione
sufficiente passa, attraverso il rubinetto di ingresso, nel cassetto di distribuzione;
quest'ultimo è provvisto di stantuffo che con il movimento alternato
e periodico regola l'afflusso e l'uscita di vapore nel cilindro. La pressione
del vapore fa sollevare il pistone del cilindro che trasmette il movimento alla
biella che mette in rotazione il volano.