Inaugurazione
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INAUGURAZIONE
30 settembre 2004


 
IL MUSEO SCIENTIFICO DEL LICEO GARIBALDI

Nella seduta del 7 dicembre del 1921, sotto la presidenza del prof. Eugenio Vitrano, il liceo Classico G. Garibaldi di Palermo decide di affidare la maggior parte della dotazione scolastica ministeriale e di quella comunale ai gabinetti di Fisica, Scienze e Chimica e Storia naturale.
Non è poco per un liceo classico in un periodo in cui il Greco e il Latino la fanno da padroni con rispetto dell’Italiano, della Storia e della Filosofia. Il resto è secondario, compresa la lingua che si studia solo al ginnasio.
Il 12 gennaio del 1924 sempre il preside Vitrano convoca una seduta collegiale per comunicare ai docenti il contenuto della circolare n.105 riguardante le “ proiezioni luminose ( fisse ed animate)”.
Entusiasta l’illuminato dirigente si augura “ che ben presto si cominci a fare largo uso di un mezzo didattico così attraente ed istruttivo”. Grazie a questa lungimiranza il liceo, situato in quegli anni nella sede di via Giovanni di Giovanni, si arricchisce di numerosi strumenti scientifici su cui si formano generazioni di studenti che costituiranno la classe dirigente della città.
Dopo qualche decennio gli strumenti , ormai desueti, giacciono impolverati negli scatoloni dell’archivio o nelle vetrinette di fronte agli sguardi distratti di alunni e docenti. Alcuni spariscono misteriosamente. Nel 1996 un gruppo di lavoro, promosso dalla prof. Giorgia Foderà Serio, ex-allieva del Liceo, già responsabile scientifico del Museo della Specola dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, tramite il registro di inventario degli anni Venti, comincia a identificare e catalogare strumenti in parte smontati e spesso irriconoscibili.
Il gruppo, formato dai professori M. Antonietta De Blasi, Renata Donatelli, Giovanna Federico, A. Maria Pelligra, Lina Traina, Maria Cutrera e dall'assistente tecnico sig. Antonino Di Stefano, prende consapevolezza di avere trovato un tesoro degno di un museo. Detto e fatto. La squadra delle docenti-coraggio, dirette dalla prof. ssa Donata Rindone, non si ferma di fronte a nessun ostacolo. Alla faccia di quelli che sostengono che i proff. sono demotivati e che il mondo gira solo intorno al denaro! Intanto dal 2000 il gruppo di lavoro è costituito dalle docenti M. Antonietta De Blasi, Giovanna Federico, Rosa Micciancio, Anna Maria Pelligra e dall'assistente tecnico sig. Agostino Bruno, sempre con il coordinamento della prof. Donata Rindone. Nella ristrutturazione del liceo, il gruppo ottiene che un’ala dell’istituto sia destinato al museo scientifico che in breve tempo viene allestito dal Centro Regionale Progettazione e Restauro. Tre ambienti, nove sezioni, centocinquanta strumenti. Molti altri attendono di essere catalogati.
Anche il profano nel guardare dentro le vetrine non può fare a meno di stupirsi. C’è il tellurium, inserito nell’antico inventario nel 1916, che serve a dimostrare i moti del sistema Terra-Luna rispetto al Sole. Uno simile si trova in un museo di Praga, ma il nostro è più bello, anche se è andato perduto il globo solare. Una chicca sono i quattro vetri per lanterna magica del 1932, mentre sono una rarità i preparati microscopici di organismi animali risalenti alla fine dell’Ottocento, firmati dal preparatore. E per capire perché la città ha avuto in passato tanti luminari della medicina basta guardare la vetrina di stereoscopia con fotografie stereoscopiche con spiegazione in inglese relative all’anatomia e ad altro. Cervelli, budella e fegatini.
Non dirò altro per non rovinarvi la sorpresa il giorno dell’inaugurazione, il 30 settembre alle ore 17.00.
Leda Melluso




Articolo della CRONACA DI PALERMO
DI REPUBBLICA del 1-10-2004



VETRINA DI CHIMICA
La vetrina contiene un elevato numero di strumenti vari per natura e per scopo e risalenti ai primi del ‘900. Tra questi hanno destato maggiore interesse il Reagentario, una cassetta di legno con 14 bottigliette in vetro contenenti altrettante sostanze chimiche; il refrigerante di vetro a serpentino, un cilindro in vetro con un tubo interno a forma di spirale che sfrutta le diverse temperature di ebollizione dei componenti di una miscela liquida per separarli; la cassetta per saggi mineralogici, che contiene una serie di piccolissimi strumenti (es. un mortaio in agata di 37 mm e due cannelli ferruminatori dal diametro di 9 mm) per l’analisi qualitativa del minerale in esame.
Stefania d'Arpa
Maria Angela Puma


VETRINA DI MECCANICA
Piani inclinati, pendoli, sistemi di misurazione del tempo: di questi e di molti altri strumenti è composta la vetrina della meccanica, facente parte del museo scientifico. Uno degli strumenti meccanici più interessanti è certamente l'apparecchio dimostrativo dell'equilibrio di un cuneo che spiega come due rulli possano opporsi alla forza esercitata da un cuneo situato fra gli stessi; è costituito da un sistema di contrappesi tale che, al variare del peso affisso al cuneo, varia pure la forza di repulsione dei rulli che, scivolando verso l'esterno, lo fanno cadere. Un altro notevole strumento è l'apparecchio per le onde longitudinali; questo consta di 7 biglie in avorio fissate, con del filo, a dei pioli, tutte poste ad uguale altezza. Allontanando la prima biglia e lasciandola ricadere si osserva come le biglie centrali rimangano ferme, e si muova solamente l'ultima la quale, ritornando, ripete il processo all'inverso, provocando una specie di moto perpetuo; se ne deduce che l'energia cinetica viene trasmessa dalla prima all'ultima biglia attraverso le biglie ferme.
Giancarlo Furcieri
VETRINA DI ELETTROMAGNETISMO
L’apparente semplicità di uno strumento scientifico da esposizione risulta essere spesso il suo punto di forza, in quanto consente a chiunque di comprenderne facilmente il funzionamento e al contempo di apprezzarne il reale valore scientifico. Proprio la semplicità era la caratteristica della gran parte degli strumenti scientifici riguardanti l’elettromagnetismo che mi sono stati affidati all’interno dell’inaugurazione del Museo del liceo Garibaldi.
Numerosi visitatori erano piacevolmente soddisfatti di poter vedere “dal vivo” strumenti che avevano trovato sui libri di fisica durante i loro studi, come “l’ elettroscopio a foglie d’oro” o il “mulinello elettrico”; altri venivano incuriositi dall’aspetto particolare del “condensatore di Franklin, antenato dei moderni condensatori; Ma l’apparecchio che ha riscosso maggior successo è stato il “Foravetro elettrico”, il quale consente di forare una barretta di vetro tramite il passaggio concentrato di corrente, senza ricorrere a trapani particolari. Semplice e geniale, no?!
Giovanni Consiglio

STRUMENTI DEL MUSEO
La curiosità è la madre di tutte le scienze: bastava notare gli sguardi attenti dei visitatori di fronte agli strumenti della collezione del liceo G.Garibaldi. Molti lasciavano intravedere un lieve sorriso dipinto sul volto quando venivano a conoscenza del fatto che ognuno degli strumenti scientifici si occupa di fenomeni che sono propri anche della realtà quotidiana. La maggior parte delle loro domande riguardava proprio quella classe di strumenti che hanno un riscontro immediato nell’esperienza comune, come il galleggiamento o la sensazione di caldo che si ha quando in una giornata d’estate vi è molta umidità. La collezione vanta una numerosa serie di strumenti riguardanti la meccanica, quella branca della fisica che si occupa dello studio del moto dei corpi, spiegando la relazione esistente tra le cause che generano il moto e le caratteristiche di questo. Vi sono apparecchi per la misura di grandezze fisiche come la pressione, utili ad esempio in meteorologia, ma anche altri che hanno un fine puramente dimostrativo; tra questi ricordiamo l’apparecchio di Pascal costruito allo scopo di mostrare che la pressione applicata su una porzione di un fluido si trasmette inalterata in ogni punto del fluido stesso. Quest’ultimo ha ottenuto molto successo tra i visitatori data la sua forma molto particolare simile ad una mazza ferrata. Tra gli altri strumenti ricordiamo il pendolo a compensazione che minimizza le variazioni del periodo d’oscillazione provocate da cambiamenti di temperatura permettendo una misura accurata del tempo, e l’accendino ad aria che sfrutta l’aumento di temperatura dovuto alla compressione del gas tramite un pistone.
Enrico Compagno
VETRINA MACCHINA DI ROTAZIONE
La macchina di rotazione è uno strumento molto semplice dal punto di vista costruttivo ma didatticamente assai efficace grazie al quale, essendo provvisto di un ricco corredo di apparati che si innestano sul rotore, è possibile effettuare diversi esperimenti che hanno per oggetto l’uso della forza centrifuga, cioè di quella forza apparente che tende nei sistemi in rotazione a far allontanare i corpi dall’asse di rotazione.
Celebre è l’esperimento del fisico francese Jean Bernard Leon Foucault effettuato nel 1851 per dimostrare il moto di rotazione terreste. Nello strumento conservato nel nostro museo notiamo che una volta messo in oscillazione il pendolo e ponendo in rotazione la macchina, il piano di oscillazione del pendolo rimane invariato nello spazio. Ciò dimostra che se la Terra fosse ferma l’asticella avrebbe dovuto tracciare nel piano sempre la stessa riga, invece Foucault vide che dai segni lasciati sul terreno effettivamente il suolo ruotava rispetto al piano in cui oscillava il pendolo.

Enrica Bruno
Giulia Utro


VASCHE DI MÜLLER PER LA MISURAZIONE DEGLI ANGOLI DI RIFLESSIONE E DI RIFRAZIONE
Fin dall’antichità l’uomo, animato da profondo spirito di conoscenza, si è cimentato nello studio dei fenomeni naturali, esperiti attraverso i cinque sensi. Per perfezionare il suo studio nei secoli ha costruito strumenti sempre più affidabili per la misurazione dell’empirico.
Tra le molteplici branche del sapere scientifico vi è l’ottica, la scienza che fa capo a tutte le esperienze sensibili percepite attraverso il senso della vista. L’ottica analizza e misura vari fenomeni, tra questi: la misurazione degli angoli di riflessione e rifrazione. Fra i primi strumenti per la misurazione di tali angoli vi sono le vasche di Müller: Due bacinelle in ottone, fornite entrambe di scala graduata, di cui una aperta su un lato per misurare l’angolo di riflessione, l’altra munita di uno specchio opaco su un lato per misurare l’angolo di rifrazione.
Giorgio Chianello
Giuseppe Gambino














Articoli del GIORNALE DI SICILIA
"Cronaca in classe" del 20-10-2004








Articolo pubblicato nel mensile della Provincia Regionale
di Palermo novembre/dicembre 2004

 
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