Esempi di lavori di ricerca internet

Le Donne e la Scienza al tempo di Cartesio

La rivoluzione “al femminile” affonda le proprie radici nel Seicento. Il secolo del Barocco e del metodo sperimentale, della rivoluzione copernicana e della Controriforma fu anche quello in cui per la prima volta le donne si inserirono da protagoniste nel dibattito letterario, filosofico e scientifico. Riforma e Controriforma avevano dato un grande impulso all’alfabetizzazione, che cattolici e protestanti consideravano premessa indispensabile per un’evangelizzazione universale. I pedagogisti presero così a occuparsi anche dell’educazione delle fanciulle, che finalmente non dovevano imparare solo quello che era necessario per diventare una buona moglie, ma apprendere anche nozioni di letteratura e storia dell’arte, matematica e filosofia. Fu così che, a poco a poco, persino un mondo maschilista come quello della filosofia naturale vinse i suoi pregiudizi e alcuni grandi pensatori si degnarono di discutere con le menti femminili più brillanti le grandi questioni della filosofia. Numerosi furono gli scambi epistolari intrecciatisi tra filosofi e donne di cultura nel corso del Seicento, come quello tra Galileo Galilei e Cristina di Lorena, destinataria di una delle celebri Lettere copernicane.Molte donne dell’epoca furono influenzate dalla stessa filosofia di Descartes.La principessa palatina Elisabetta di Boemia, celebre per la sua passione per lo studio e la cui fama è legata soprattutto allo scambio epistolare che intrattenne con René Descartes.Ma la nobil donna non fu la sola ad essere stimolata alla ricerca dal pensiero di Descartes: basti pensare alla regina Cristina di Svezia, che addirittura volle Cartesio come insegnante di filosofia. Tra le cosiddette «filosofe cartesiane» si annoverano anche studiose come Lady Damaris Masham, che fu allieva di Locke, Sofia di Hannover e Sofia Carolina (sorella e nipote di Elisabetta di Boemia), che furono collaboratrici e protettrici di Leibniz, e soprattutto l’inglese Anne Finch Conway, donna dai vasti interessi scientifici, che stabilì dal 1650 un lungo sodalizio intellettuale col principale esponente della Scuola di Cambridge, Henry More.



Anello manometro
Yi Zhang, studentessa al Mit di Boston, ha messo a punto un innovativo apparecchio per misurare la pressione. Si tratta di un dispositivo completamente diverso dal classico bracciale gonfiabile che fa apparire, per pochi secondi, su un display i dati relativi ai valori della pressione.
È un anello che si infila al dito della mano sinistra. Due sensori collegati a un computer hanno il compito di rilevare la pressione. Uno dei sensori è un foto-pletismografo che, con l'ausilio di due led, controlla se il diametro dell'arteria subisce variazioni
L'altro sensore utilizza quattro elettrodi per calcolare l'impedenza elettrica dell'arteria lungo il dito. In pratica misura come in quel punto venga accumulata o dispersa l'energia prodotta dallo strumento utilizzato per il monitoraggio.
Le informazioni prodotte vengono elaborate in un modello matematico dal computer che le proietta su un monitor per tutto il tempo in cui viene indossato l'anello.